Come spesso accade in psicologia – una scienza molto giovane e che ha l’arduo compito di afferrare l’imprevedibilità dell’essere umano -, trovare una risposta univoca e certa a questa domanda risulta impossibile. Tuttavia, ci sono diverse risposte, date da diversi studi, che ci aiutano ad avere una visione più chiara del fenomeno del tradimento.
Una di queste risposte, è la seguente: “Spesso si tradisce perché c’è una carenza comunicativa. Si tradisce perché il dialogo tra partner è fallito in partenza”. Partiamo da qui, tenendo ben presente che è solo uno dei punti di vista da cui possiamo guardare la questione. Secondo Nguyen (2020), questa è una delle cause più importanti, insieme ad altri fattori come lo stress percepito.
La carenza comunicativa porta i partner ad evitare il dialogo: ogni conversazione, infatti, tende ad essere motivo di conflitto. A lungo andare, i conflitti irrisolti conducono i partner all’allontanamento emotivo: quando si è lontani, è più facile che ci si avvicini ad una qualche forma di trasgressione.
Tale carenza in fatto di dialogo, conduce a tutta una serie di effetti negativi riscontrabili nel breve o nel lungo periodo:
Dato che sono distante emotivamente dal partner, la nostra intesa sessuale comincia a diminuire. Ecco che, oltre alle carenze dialogiche, nella coppia si insinua anche lo spettro dell’insoddisfazione sessuale.
Dato che sono distante emotivamente dal partner, cerco in ogni modo di farlo riavvicinare a me, mettendo in atto comportamenti di controllo dettati dalla gelosia.
La distanza si trasforma in malumore, che crea un “ambiente-coppia” poco piacevole, se non addirittura ostile.
Nella coppia viene alimentata l’insoddisfazione di vivere la coppia stessa, cosa che alimenta dubbi di vario genere: “Dovrei lasciarlo/a?”, “L’amore è finito?”. Il proliferare di queste domande, può predisporre alla decisione di allontanarsi definitivamente dalla relazione.
Come a dire: molto ha inizio da una carenza dialogica, ma tale carenza causa ben presto una serie di effetti più o meno nefasti. Nel momento in cui la mia intesa sessuale col partner si è rotta, è più facile che le mie trasgressioni si orientino verso comportamenti di natura sessuale. Nel momento in cui la mia intesa emotiva col partner viene a mancare, è più probabile che cerchi altrove la soddisfazione ai miei bisogni personali.
Tra le altre ipotesi che cercano di spiegare le motivazioni del tradimento, ci sono le prospettive evoluzionistiche, che vedono l’infedeltà come un modo di massimizzare il successo riproduttivo. Secondo questo filone teorico, gli uomini sarebbero più propensi a cercare molteplici partner riproduttivi a causa del basso investimento, mentre le donne potrebbero trarre vantaggio dal garantirsi buoni geni accoppiandosi con un partner occasionale, pur mantenendo risorse stabili attraverso un partner primario. (Selterman et al., 2021)
Il tradimento sembra inoltre facilitato dalla possibilità stessa di tradire. Il vecchio detto “l’occasione fa l’uomo ladro”, in altre parole, sembra essere verificato per quanto riguarda l’infedeltà coniugale. Il reddito, il luogo di residenza, l’accettabilità sociale delle relazioni extraconiugali e la presenza di partner interessati sono tutti fattori correlati alle probabilità che una persona tradisca. (Ibid.)
Molto comune, anche nella cultura popolare, è anche il “deficit model” dell’infedeltà. Si tratta dell’idea che un fattore determinante del tradimento sia una scarsa esperienza relazionale. (Thompson, 1983) Ad esempio, conflittualità, mancanza di comunicazione (come già anticipato), insoddisfazione coniugale. Chi non ha mai pensato: “Chi tradisce, non è felice nella sua relazione.”?
Questa visione rischia però di essere limitante. Secondo Selterman e colleghi (2021) e, – seppur senza pretese di significatività statistica -, anche secondo gli autori di questo libro, talvolta il tradimento è indipendente dalla “salute” del rapporto ufficiale.
Secondo alcuni autori,Anche lo stile di attaccamento dell’individuo (Russell et al., 2013) e la sua formazione caratteriale sembrano giocare un ruolo importante nella propensione al tradimento. Il cosiddetto “orientamento socio-sessuale”, cioè il grado in cui le persone si sentono a proprio agio con il sesso occasionale, è stato associato a una maggiore motivazione ad intrattenere una relazione extraconiugale a causa del desiderio di varietà sessuale.
Selterman e colleghi (2019), hanno identificato otto variabili “motivazione”:
- Rabbia, o sentirsi arrabbiati per le azioni del partner,
- Desiderio Sessuale, o desiderare di avere più rapporti sessuali,
- Mancanza d’Amore, o sentirsi privi di intimità o affetto per il partner,
- Basso Impegno, o non orientare le azioni intorno al futuro della relazione,
- Stima di sé, o un desiderio di maggiore autonomia o autostima,
- Situazione, o giudizio offuscato a causa di uno stato mentale alterato (come l’ebbrezza) o dello stress,
- Trascuratezza, o sentirsi maltrattati dal partner,
- Varietà, o desiderare un maggior numero di partner sessuali.
Questa classificazione ha permesso di identificare varie caratteristiche che possono spingere un partner infedele verso l’una o l’altra categorizzazione. Ad esempio, una persona che crede nel “destino romantico”, cioè l’idea che esista solo un potenziale partner, idealizzando il romanticismo e la credenza nell’amore a prima vista, potrebbe, con maggior probabilità, essere spinta all’infedeltà dalla mancanza d’amore e dalla trascuratezza.
Gli uomini sembrerebbero invece essere più propensi a tradire per soddisfare il desiderio sessuale e per i fattori situazionali, mentre le donne più propense ad essere infedeli perché si sentono trascurate dal partner. (Selterman et al., 2021)
Anche in questo caso, gli scienziati non sono riusciti a identificare una causa “universale” per il tradimento. Inoltre, secondo alcune ricerche, gli individui più propensi e aperti a stimoli fuori dall’ordinario sarebbero anche più propensi al tradimento; mentre gli individui più propensi all’affidabilità e all’accuratezza lo sarebbero in grado minore.
Secondo altri studiosi, le cause del tradimento potrebbero addirittura riguardare fattori genetici: gli uomini, sarebbero in media più propensi di circa il 20% al tradimento rispetto alle donne (64% gli uomini, 40% le donne) (Zietsch et al., 2014).
Infine, per spiegare il tradimento, sono state anche indicate motivazioni biologiche legate alla struttura dei recettori dopaminergici (Garcia et al, 2010).